Statua di Baba Novac

Statuia lui Baba Novac din Cluj-Napoca, situată lângă Bastionul Croitorilor, onorează memoria bravului comandant al lui Mihai Viteazul.

Baba Novac fu uno dei principali comandanti militari di Michele il Coraggioso, d’origine serba, che guidò un distaccamento di soldati serbi dell’esercito del voivoda romeno. Dopo che Michele il Coraggioso fu sconfitto nella battaglia di Mirăslău (18 settembre 1600), il suo comandante fu arrestato e condannato a morte sul rogo.

Il suo corpo, impalato, fu esposto al pubblico nei pressi delle mura della città, nel luogo in cui oggi si trova il Bastione dei Sarti. Dopo la battaglia di Gurăslău (3 agosto 1601), Michele il Coraggioso infilò una bandiera in onore del suo comandante. Nel 1936, in questo luogo fu posizionata una piccola edicola votiva, e dal 1975, fu realizzato l’opera dello scultore Virgil Fulicea lavoro, la statua di Baba Novac.

 

Gruppo Statuario Scuola della Transilvania

Grupul statuar Școala Ardeleană din Cluj-Napoca, omagiu adus corifeilor care au promovat cultura și identitatea națională românească.

Nel XVIII secolo, la Chiesa romena unita con Roma promosse il movimento illuminista in Transilvania storicamente conosciuto come la Scuola della Transilvania. I principali promotori furono Samuil Micu, Gheorghe Şincai e Petru Maior. Loro sostennero l’origine latina del popolo romeno ed il linguaggio latino della lingua rumena. Riuscirono ad inserire l’alfabeto latino e non quello cirillico.

Per onorare la loro memoria, dal 1973, di fronte alla sede centrale dell’Università ” Babeş-Bolyai ” in Via Mihail Kogălniceanu, fu costruito un monumento che rappresenta le tre personalità. È l’opera dello scultore Romulus Ladea, in bronzo su un piedistallo pavimentato con travertino, i tre personaggi essendo rappresentati in dimensioni vicine a quelle naturali.

Statua di San Giorgio

Statuia Sfântului Gheorghe din Cluj-Napoca, amplasată lângă Biserica Reformată, simbolizează lupta dintre bine și rău

La Statua di San Giorgio si trova in Via Mihail Kogalniceanu di fronte alla chiesa riformata essendo un prezioso monumento equestre di Cluj.

Si tratta di una rappresentazione di San Giorgio che uccide il drago, una copia esatta di una statua che si trova a Praga, realizzata dagli artigiani di Cluj Martin e Gheorghe, nel 1373, su ordine dell’imperatore Carlo IV.

L’iscrizione sul piedistallo è in latino: A.D. MCCCLXXIII HOC OPUS IMAGIS S. GEORGII PER MARTINUM ET GEORGIUM DE CLUSSENBERCH CONFLATUM EST, che significherebbe: “anno del Signore 1373. Questo lavoro rappresenta San Giorgio ed fu realizzato da Martin e George di Clussenberch.”

Statua di Michele il Coraggioso

Statuia ecvestră a lui Mihai Viteazul din Cluj-Napoca, simbol al unirii și curajului, domină piața ce îi poartă numele.

Il Monumento equestre è situato nel centro di Cluj-Napoca, nella piazza con lo stesso nome. Michele il Coraggioso è stato il Voivoda romeno tra il 1593 e 1601 ed è il primo che riuscì a riunire Valacchia, Moldavia e Transilvania. Gli ultimi momenti di vita sono legati alla città di Cluj, in quanto fu assassinato a Câmpia Turzii.

Il monumento fu realizzato dallo scultore Marius Butunoiu, che realizzò questo progetto per essere posizionato ad Alba Iulia, e successivamente fu scelta la posizione attuale. Il monumento è decorato con bassorilievi che rappresentano le battaglie del Principe con l’Impero Ottomano e la rappresentazione araldica del nuovo Stato – i tre stemmi riuniti in un unico blasone.

Sul piedistallo c’è scritto il testo “Michele il Coraggioso – 1593-1601 – principe della Valacchia, della Transilvania e della Moldavia”.

Statua di Avram Iancu

Statuia lui Avram Iancu din Cluj-Napoca, situată în fața Catedralei Ortodoxe, simbolizează lupta și spiritul național românesc.

Avram Iancu (1824-1872) fu il leader della rivoluzione rumena del 1848 in Transilvania, che riuscì a resistere agli attacchi di Lajos Kossuth, il capo delle truppe rivoluzionarie ungheresi.

Nel 1995, l’opera dello scultore Ilie Berindei, raffigurante Avram Iancu, fu posizionata nello spazio tra la Cattedrale Ortodossa e l’edificio del Teatro Nazionale e dell’Opera Romena di Cluj. La Statua è di bronzo e fu costruita in mezzo ad una fontana, su un basamento di blocchi di pietra. Questi blocchi sono sostenuti da una serie di tre suonatrici di corno alpino svizzero, donne dei Monti Apuseni che utilizzavano uno strumento popolare per realizzare la comunicazione tra le comunità.

Gruppo Monumentale di Mattia Corvino (Piazza dell’Unità, Cluj-Napoca)

Ansamblul monumental Matei Corvin din Cluj-Napoca, situat în Piața Unirii, omagiază figura emblematică a regelui Matei Corvin și este un simbol al mândriei locale

La Statua di Mattia Corvino, ovvero il gruppo scultoreo che rappresenta il re ungherese Mattia Corvino (1443-1490), si trova nella Piazza dell’Unità, spazio pubblico centrale della città medievale Klausenburg, a circa 500 metri dalla casa in cui nacque nel 1443, come figlio di Janos Hunyadi (1407-1456) e di Elizabetta, che diventò il re d’Ungheria. Il modello della statua fu realizzato dagli scultori Janos Fadrusz Lajos Pakey, vincendo nel 1900 il premio dell’Esposizione Universale di Parigi.

Mattia Corvino è circondato da quattro capi contemporanei: Blasiu Magyarország – comandante dell’esercito Nero, Stephen Zapolya – il secondo uomo dello stato ungherese, Paolo Kinizsi bano di Timis, Stefano Bathory, principe della Transilvania. Il monumento fu realizzato in bronzo e fu inaugurato nel 1902. Nel 1919, lo storico Nicolae Iorga intervenne per mantenere il monumento sulla posizione attuale, ponendo una lapide sul piedistallo su cui specificò l’origine romena del re ungherese.

Cittadella di Cluj-Napoca

Cetățuie Cluj, un simbol al orașului, păstrează amintirea trecutului și oferă o priveliște impresionantă

La Cittadella è la prima fortezza tipo Vauban in Transilvania, a forma di stella. All’interno della cittadella, ci sono stati vari edifici amministrativi, un guarnigione e un deposito di armi. Era circondata da bastioni e un vallo di terra.

I lavori di costruzione della cittadella ubicata sulla collina presente sulla riva sinistra del fiume Someş sono stati effettuati tra gli anni 1715 e 1735. Il piano della cittadella fu fatto dall’architetto Giovanni Morando Visconti, colui che ha realizzato la fortezza di Alba Iulia.

La fortificazione fu costruita con l’obiettivo principale di garantire il controllo della città di Cluj, dopo che Transilvania fu conquistata dagli austriaci, ma spesso fu utilizzata come prigione, soprattutto durante la Rivoluzione del 1848. Qui fu imprigionato e giustiziato il pastore tedesco Stephan Ludwig Roth, uno degli eroi della Rivoluzione.

Attualmente, c’è un parco, e sono rimasti solo tre edifici. Sulla collina della cittadella, nel 1997 fu costruita una croce per gli eroi.

Fortezza Liteni

Ruinele Cetății Liteni se înalță pe vârful dealului, înconjurate de verdeață, amintind de vremurile de glorie ale Transilvaniei

La fortezza Liteni (Fortezza Geczy, Fortezza Lita) è una fortezza medievale costruita a 3 km sud-ovest del villaggio Liteni su una scogliera sopra la Valle Iara. È documentata dal 1324 sotto il nome di “CastrumLeta”. Fu una fortezza regale, con un importante ruolo militare nella regione. La costruzione è a forma ellittica con dimensioni di 22 m, rispettivamente 57 m. L’accesso avvenne attraverso una torre, in un locale con mura merlate e pozzi di tiro.

La fortezza ebbe diversi padroni, tra cui i più importanti sono Sigismondo di Lussemburgo, Ladislau Kan II e Janos Hunyadi. Nel 1562, durante un assedio, fu gravemente danneggiata a causa di un’esplosione di un capannone di polvere sotto la fortezza. Nel 1569, le rovine ed i boschi vicini furono donati a Geczy Janos che lo fecci di nuovo abitabile, i cui discendenti vissero fino alla seconda metà del XVII secolo. Il nome di fortezza Geczy deriva da questo periodo.

La fortezza fu distrutta durante la lotta di liberazione dei Juruc (1703-1711), guidata dal principe Francesco II Rákóczi all’inizio del XVIII secolo.

Attualmente, si conservano le rovine della fortezza che possono essere visitate in quanto non recintate.

Fortezza Gherla

La fortezza Gherla (Fortezza Martinuzzi), costruita in stile rinascimentale, si trova sulla riva destra del fiume Someşul Mic, nel municipio Gherla. È documentata dal 1540, fu costruita dall’ordine del vescovo di Oradea, Gheorghe Martinuzzi, tesoriere e governatore della Transilvania.

La fortezza fu costruita dall’architetto Domenico da Bologna, come un quadrilatero con bastioni di difesa agli angoli, circondati da mura spesse e un fossato con acqua, e l’ingresso e l’uscita dalla fortezza avvenne con un ponte mobile, con accesso anche tramite tunnel sotterraneo.

Lungo il tempo, la fortezza appartenne a diverse famiglie nobili, tra cui i principi della Transilvania, Sigismondo Báthory e Giorgio II Rákóczi. Dato che non presentava importanza strategica l’imperatore Giuseppe II trasformò la fortezza Gherla in carcere centrale per la Transilvania. Nel 1913, il carcere fu trasformato in Istituto di prevenzione per i minorenni, in cui i bambini studiarono vari mestieri.

Sotto il comunismo, il carcere Gherla conobbe due periodi distinti: gli anni 1945-1964 – carcere politico, rispettivamente gli anni 1964-1989 – carcere per i detenuti di diritto comune. Dopo il 1989, il carcere Gherla, una delle più antiche della Romania, diventò un penitenziario di massima sicurezza.

Fortezza Dăbâca

Cetatea Dăbâca în ruine, ascunsă printre dealurile verzi și cerul senin, evocă trecutul istoric al zonei.

La fortezza Dăbâca si trova sulla Collina Cetăţii, sulla terrazza superiore della valle Lona. Secondo le ricerche archeologiche, fu costruita in più fasi, per brevi periodi di tempo, ed evolse da fortificazione collettiva a residenza del distretto Dăbâca, fatto citato nei documenti dell’anno 1164.

La costruzione ebbe la forma triangolare con un picco verso nord. Inizialmente, ebbe a sud-ovest vari valli di terra e fossati, e sugli altri lati, palizzate in legno. Le palizzate furono distrutte nel XI secolo, in seguito ai conflitti con le tribù di cumani e peceneghi. Successivamente, furono costruiti altri valli di terra, ed il sistema di palizzate fu rifatto e ridefinito in modo più complesso. L’accesso nella fortezza avvenne attraverso due porte, a nord e sud-ovest, entrambe con una torre di legno. Alla fine del XII secolo, le palizzate furono sostituite da muretti in pietra, con torri e un dongione.

La fortezza fu distrutta durante l’invasione mongola negli anni 1241-1242. Fu ricostruita, ma non riuscì a riconquistare la sua importanza originale, il cui ruolo fu presso dalla fortezza Martinuzzi di Gherla. Attualmente, i resti della fortezza sono parzialmente ricoperti di terra. Questa può essere visitata, in quanto non è recintata.